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"San Giacomo d'oro" 2010
La Giunta Municipale allargata ai capigruppo consiliari ha deciso di assegnare la Civica benemerenza "San Giacomo d'oro" 2010 a Franco Accarini, alla memoria di El Hajaleh Chibli e Franco Maria Ricci.
Franco Accarini
Classe 1932, è stato premiato col San Giacomo d’oro perché considerato una delle colonne del volontariato di Medesano. Sposato con Rosina Bonzani da cui ha avuto Giacoma che l’ha reso nonno due volte, Franco Accarini da quasi 40 anni è impegnato nel volontariato locale e in tutte quelle attività volte ad aiutare il prossimo. E’ con commozione che ricorda quando nel 1972 fece la prima donazione di sangue presso la sede Avis di Medesano: proprio in quell’anno stava nascendo la Croce Rossa e gli fu chiesto se voleva far parte di quella famiglia. Accarini, che nella vita svolgeva il lavoro da impiantista di cavi telefonici per le ditte del settore e sapeva guidare camion e furgoni, poteva essere un ottimo autista per le ambulanze: e così fu. Proprio a partire da quell’anno indossò la divisa della Croce Rossa non togliendola mai più e offrendo tutto il suo tempo libero al servizio dell’assistenza pubblica, come conducente dei mezzi di soccorso e come soccorritore e dando addirittura la sua disponibilità 24 su 24 per ben 10 anni dal momento della pensione fino a pochi anni fa quando per sopravvenuti limiti di età Accarini si è dedicato ad altre mansioni pur mantenedo tutt’ora il ruolo di soccorritore durante i viaggi sull’ambulanza. Non solo milite della Cri di Medesano, ma anche consigliere sezionale e provinciale, Accarini ha dimostrato nel tempo la sua disponibilità e il suo altruismo con il considerevole numero di donazioni che gli ha fatto meritare anche la medaglia d’oro Avis. Una vita dedicata al volontariato, anche nelle piccole cose quotidiane, e condivisa dalla sua compagna di vita disponibile ad assecondare questo suo desiderio di “fare del bene agli altri”: Franco Accarini raccoglie in sé tutte le caratteristiche del volontario esemplare e per questo meritevole del San Giacomo d’oro come benemerenza per l’attività svolta a favore della comunità.
Al Hajaleh Chibli
Nasce in Siria ad Al Machkouk il 25 settembre 1943. Diventare medico chirurgo è quello che desidera e ciò che lo porta in Italia all’età di 19 anni per frequentare l’università di Medicina e Chirurgia: dopo il primo anno presso la facoltà di Perugia, Chibli si trasferisce all’Ateneo di Parma dove nel 1972 corona il suo sogno laureandosi a pieni voti in Medicina e Chirurgia e quindi nel 1977 conseguendo la specializzazione in Medicina Interna. E’ nel 1972 appena lauretao che Chibli arriva a Medesano come sostituto del dottor Iasoni: le sue doti e la sua disponibilità furono immediatamente riconosciute dai medesanesi che con una raccolta di firme richiesero a gran voce attraverso una petizione popolare che restasse come sostituto del dottor Iasoni. La dimostrazione d’affetto e la sincerità con cui fu accolto nella comunità di Medesano lo spinsero a lasciare l’incarico ottenuto nel frattempo presso nel complesso ospedaliero di Parma e a trasferirsi definitivamente a Medesano come medico del paese aprendo due ambulatori, a Medesano e a Felegara. E’ sempre a Medesano che Chibli sposa Floretta Barbieri e dalla loro unione nacquero Omar e Anuar. Il suo impegno all’interno della comunità medesanese si espresse in molti modi: Al Hajaled Chibli non fu solo un medico esemplare per la disponibilità e per l’affabilità con cui sapeva rapportarsi ai suoi pazienti, ma anche per l’impegno sociale, politico e per il saper essere anche un amico quando al bar si ritrovava per una partita a carte, la sua passione. Il dottor Chibli si è spento il 27 luglio del 2009 dopo una lunga e sofferente malattia a 65 anni di età: a un anno dalla sua scomparsa resta per molti il medico che ha svolto la sua attività non solo con grande professionalità ma anche con dedizione e umanità e per questo la sua memoria meritevole del San Giacomo d’oro.
Franco Maria Ricci
La sua capacità di realizzare capolavori tipografici si dimostrò fin dalla sua prima creazione: la riproduzione in tre volumi del “Manuale Tipografico” di Giambattista Bodoni, direttore della stamperia ducale della fine del settecento che per Ricci rappresentava l’empio assoluto da seguire per l’eleganza e la ricercatezza della sua produzione tipografica. Su quella base Franco Maria Ricci ha inteso costruire la sua editoria perché a suo parere “non c’è stato al mondo stampatore più straordinario di lui”: il suo manuale Tipografico era introvabile e Ricci decise di ristamparlo riuscendo perfino far realizzare dalla Cartiera di Fabriano, previo permesso del Ministero, la carta uguale all’originale. L’opera in tre volumi uscì nel 1965 dalla officina, la prima, che Franco Maria Ricci aveva aperto a Medesano in via Pace. Nato a Parma il 2 dicembre 1937 Franco Maria Ricci, designer e collezionista d'arte e bibliofilo italiano, iniziò così la sua attività di editore proprio a Medesano distinguendosi subito per quel suo stile elegante e ricercato che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. FMR, il marchio che lo contraddistingue: semplicemente formato dalle sue iniziali ma che evocano le sue ricercate pubblicazioni, le sue collane, la sua rivista dallo stile inconfondibile e dove nulla è lasciato al caso ma tutto assolutamente studiato nei minimi particolari. E non è un caso se Franco Maria Ricci dagli anni ’80 ha iniziato una collaborazione fattiva con uno degli istituti di credito più noti, la Cariparma, per il quale ha creato il marchio, gli assegni, la carta da lettere e per il quale cura ogni anno le strenne natalizie, preziose edizioni in cui ha inteso raccogliere i capolavori dell’arte custoditi nel parmense. Il suo e la sua raffinatezza si sta infine esprimendo in quella che è la sua ultima creazione: il Labirinto di Bambù vicino a Fontanellato, una costruzione fatta a stella come le città del Rinascimento con un percorso di 3 chilometri su un’area di circa 7 ettari di terreno. E come il tratteggio, quello che in arte si definisce il “rigatino”, il bambù per Ricci è la pianta “robusta e generosa, che costa pochi euro” utile a restaurare il paesaggio dove serve, perché “ non è bosco che copre tutto, ma un’aiuola di bambù ti lascia capire che dietro c’è qualcosa, però lo ingentilisce”. San Giacomo d’oro a un artista che ha fatto della semplice attività iniziata a Medesano un’arte conosciuta in tutto il mondo.
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Data di creazione: 17/07/2009
Data di modifica: 25/08/2010
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